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Dove si buttano gli scontrini: carta termica, blu e riciclabili

Non tutti gli scontrini vanno nell’indifferenziato. La risposta dipende dalla carta utilizzata e dalle indicazioni sul retro, non soltanto dal colore o dal negozio che li ha emessi.

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Dario M.

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Gli scontrini in carta termica tradizionale vanno nel secco indifferenziato. Quelli in carta comune e le carte termiche certificate riciclabili possono invece andare nella raccolta della carta. Prima di scegliere, gira lo scontrino: le informazioni utili sono spesso sul retro.

La vecchia regola «tutti gli scontrini nell’indifferenziato» oggi è troppo generica. Anche la scorciatoia opposta, «quelli blu nella carta», richiede una verifica. Questa guida riguarda gli scontrini e le ricevute domestiche: non serve indovinare la composizione, ma riconoscere un’indicazione attendibile e controllare il servizio locale nei casi dubbi.

1Dove si buttano gli scontrini: la tabella per decidere

La distinzione di partenza è quella indicata da Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica: carta comune, carta termica riciclabile e carta termica non ammessa nella raccolta cartacea. Il nome del documento, da solo, non identifica il materiale.

Controlla il foglio, non soltanto la scritta “scontrino”
Che cosa hai in manoDestinazione e controllo
Ricevuta su carta comune, non termicaCarta, se priva di componenti o trattamenti che richiedono una raccolta diversa.
Scontrino termico tradizionaleSecco indifferenziato, non insieme a giornali e cartone.
Carta termica con indicazione certificata di riciclabilitàCarta: verifica che l’indicazione si riferisca proprio allo scontrino.
Scontrino blu, azzurro o grigioCerca sul retro le informazioni di conferimento: il colore è un indizio.
Scontrino con la sola dicitura BPA freeNon basta per metterlo nella carta. In assenza di altre indicazioni, trattalo come carta termica tradizionale.

Questa tabella non assegna un colore universale al bidone: usa il contenitore identificato dal tuo gestore come carta oppure secco residuo. Per esempio, una ricevuta stampata su un normale foglio da ufficio non diventa carta termica perché documenta un pagamento. Fonte: indicazioni Comieco sul conferimento.

2Carta termica: perché non tutta si ricicla allo stesso modo

Nelle carte termiche tradizionali la stampa si ottiene attraverso un rivestimento che reagisce al calore. Non bisogna però confondere la possibilità di recuperare le fibre con l’opportunità di mescolare quel materiale al normale macero: alcune sostanze presenti nel rivestimento sono indesiderate nel processo di riciclo.

Esistono tecnologie differenti. Il produttore Koehler, per esempio, descrive il proprio Blue4est come una carta termica senza sviluppatori chimici di colore: non è quindi corretto associare tutte le carte termiche alla stessa composizione. “Termica” non significa automaticamente “da buttare nel secco”. Significa che occorre identificare il tipo concreto di carta.

Un’altra distinzione utile riguarda il risultato del riciclo. Koehler precisa che la colorazione può rendere il materiale inadatto a ottenere determinati fogli bianchi, senza impedirne l’impiego in altri prodotti cartari. Riciclabile non significa adatto a qualsiasi nuova carta. Le spiegazioni del produttore riguardano quel materiale specifico, non ogni ricevuta colorata in circolazione.

Il confronto generale fra produzione e recupero delle fibre resta nell’articolo su carta riciclata e carta vergine. Qui interessa soprattutto evitare che l’aspetto del foglio diventi l’unico criterio di scelta. Approfondimento tecnico del produttore.

3Cosa leggere sul retro: indicazioni e marchi verificabili

Parti da una frase che indichi chiaramente la raccolta della carta, accompagnata dal riferimento alla riciclabilità certificata. Un albero, una foglia o una generica promessa ambientale non danno la stessa informazione. Leggi anche a quale oggetto si riferisce la scritta: una promozione sul retro può parlare di un prodotto venduto, non del foglio che stai per gettare.

Il marchio senza fenoli

Nel comunicato del 3 giugno 2026, Comieco ha illustrato il marchio registrato da Assografici “RICICLAMI NELLA CARTA – SENZA FENOLI”. Identifica carte termiche prive di fenoli e certificate Aticelca come riciclabili. È un’indicazione specifica sul materiale, non un cambiamento che rende riciclabili tutti gli scontrini a partire da una certa data.

Che cosa indica Aticelca

Aticelca è l’Associazione tecnica italiana cellulosa e carta. Il sistema Aticelca 501 valuta la riciclabilità attraverso prove di laboratorio che simulano le principali fasi di lavorazione della carta recuperata. I livelli A+, A, B e C descrivono risultati diversi; A+ è quello più alto.

Il regolamento per l’uso del marchio richiede inoltre il rispetto di parametri chimici aggiuntivi. Per il consumatore, il controllo utile non è interpretare tutte le prove industriali: è trovare una dichiarazione riferita al materiale e una certificazione identificabile, invece di affidarsi a un aggettivo come “ecologico”.

Comunicazione Comieco sul marchio · Sistema di valutazione Aticelca · Regolamento d’uso.

4Scontrini blu, grigi e bianchi: il colore non decide da solo

Il blu e il grigio sono associati ad alcune carte termiche di nuova generazione. Non è però necessario trasformare questa caratteristica in una regola cromatica assoluta: controllare il retro resta più affidabile che decidere se una tonalità sia abbastanza azzurra.

Anche uno scontrino bianco può essere riciclabile quando appartiene a una tipologia certificata che lo consente. Viceversa, non attribuire una certificazione a un foglio soltanto perché è diverso dai vecchi scontrini lucidi. Il criterio pratico vale anche quando la stampa è sbiadita oppure il retro contiene molte scritte commerciali.

Niente esperimenti per scegliere il bidone

Scaldare, bagnare o graffiare lo scontrino non dimostra l’assenza di fenoli né sostituisce una certificazione. Non serve fare una prova domestica: cerca le indicazioni del produttore o chiedi al gestore.

Esempio pratico: hai due ricevute bianche. Una riporta una chiara indicazione certificata per la carta, l’altra soltanto il nome del negozio. Non devono per forza finire nello stesso contenitore. La differenza informativa conta più della somiglianza visiva. Il riferimento per queste distinzioni è la guida Comieco citata nella tabella iniziale.

5BPA free, FSC e riciclato: che cosa non basta

BPA significa bisfenolo A; BPS significa bisfenolo S. La sola assenza del primo non comunica l’assenza del secondo e non certifica il conferimento nella carta. È il motivo per cui Comieco avverte di non considerare sufficiente la dicitura BPA free.

Nemmeno il marchio FSC, Forest Stewardship Council, risponde da solo alla domanda “dove lo butto?”. Le etichette FSC riguardano l’origine dei materiali: da foreste certificate, da riciclo o da una combinazione di fonti secondo la categoria prevista. Sono informazioni importanti, ma diverse da un’indicazione sul fine vita di quello specifico scontrino.

Allo stesso modo, riciclato descrive l’impiego di materiale recuperato; riciclabile riguarda la possibilità di recuperare il prodotto dopo l’uso. Un termine non può essere sostituito automaticamente all’altro. Per un materiale trattato occorre considerare il prodotto finito, non soltanto l’origine delle fibre.

In pratica, non sommare indizi deboli fino a farli diventare una certezza: foglio bianco, logo verde e assenza di BPA non equivalgono a una dichiarazione verificabile di riciclabilità. Fonte FSC sul significato delle etichette.

6Scontrini del supermercato, POS e bancomat

Uno scontrino fiscale e una ricevuta del POS, il terminale di pagamento, possono essere emessi nella stessa operazione ma provenire da rotoli diversi. La destinazione va quindi controllata su ciascun foglio. La prova del pagamento con carta non diventa automaticamente carta comune.

Applica lo stesso metodo alle ricevute del bancomat, del distributore o di una cassa automatica: il servizio che le stampa non è una certificazione del supporto. Quando riconosci carta termica tradizionale e non trovi indicazioni che ne attestino la riciclabilità, il riferimento rimane il secco residuo.

Il caso Esselunga non sostituisce il controllo del foglio

Comieco cita Esselunga e Grom fra le realtà che adottano carte termiche certificate e utilizzano il marchio senza fenoli. È un esempio verificato di applicazione, non una ragione per classificare tutte le ricevute emesse da qualsiasi apparecchio di quelle insegne.

Per altri supermercati evita elenchi “sempre sì” o “sempre no” privi di riscontri sul materiale. Anche una foto online può mostrare un rotolo diverso da quello utilizzato per il tuo acquisto. È più utile leggere quello che hai in mano o chiedere in negozio quale carta sia stata impiegata.

7Prima di buttarli: documenti utili e scontrino digitale

Prima della raccolta differenziata c’è una domanda: questo documento mi serve ancora? Se riguarda un reso, una garanzia, un rimborso o una spesa da documentare, separalo dai fogli ormai inutili. Il fatto che sia riciclabile non è un motivo per eliminarlo in anticipo.

Una gestione semplice consiste nel tenere un raccoglitore già disponibile per i documenti da conservare e controllare periodicamente il resto. Non occorre comprare un accessorio dedicato. Una foto può aiutare a leggere e ritrovare le informazioni, ma non va presentata come sostituto universale dell’originale in ogni procedura.

Quando il negozio offre lo scontrino digitale, verifica come funziona davvero. Nelle FAQ Esselunga, per esempio, lo scontrino virtuale permette di consultare online la versione integrale, ma prevede ancora la consegna di una versione cartacea ridotta. Non è corretto descrivere quel servizio come eliminazione totale della stampa.

Prima di attivare un’opzione simile, controlla dove ritrovare il documento, come scaricarlo e per quanto tempo resta accessibile. Se viene comunque stampato un foglio, anche ridotto, dovrai ancora verificarne il materiale. Per altre abitudini di prevenzione dei rifiuti puoi leggere l’articolo sull’economia circolare in casa. Fonte: FAQ Esselunga, sezione Scontrini.

8Cosa fare nel dubbio e come preparare la raccolta

Se le indicazioni non sono leggibili o sembrano in conflitto, consulta il dizionario dei rifiuti del tuo Comune o gestore. Cerca “scontrino”, “carta termica” e, quando pertinente, “carta termica senza fenoli”. Non usare la scheda di un altro territorio senza verificarne l’applicabilità.

Un esempio di strumento territoriale è il Rifiutologo di Hera: il Comune di Rimini spiega che restituisce modalità di conferimento specifiche per ciascun Comune servito. Se una voce generica non distingue il materiale certificato che possiedi, chiedi un chiarimento al servizio, indicando la dicitura riportata sul retro.

  1. Metti da parte ciò che devi conservare. Non mescolare i documenti utili con quelli destinati alla raccolta.
  2. Controlla i due lati del foglio. Separa le ricevute diverse, anche se provengono dalla stessa spesa.
  3. Decidi in base al materiale identificato. Non attribuire riciclabilità a uno scontrino termico incerto soltanto perché sembra carta.
  4. Segui le modalità locali. Usa il contenitore previsto, senza aggiungere buste o componenti non ammessi.

Tagliare uno scontrino non cambia la sua composizione. Se devi rendere illeggibili dati personali prima di smaltirlo, i pezzi manterranno la destinazione del materiale originario: non diventano riciclabili grazie alle forbici.

Fonte: Comune di Rimini, funzionamento del Rifiutologo.

La regola da ricordare

Non scegliere il bidone dal colore dello scontrino. Identifica il materiale, leggi le indicazioni e conserva prima i documenti ancora utili. Per la carta termica incerta, non presumere che sia riciclabile.

Domande frequenti

Gli scontrini vanno nella carta o nell’indifferenziato?
Quelli in carta termica tradizionale vanno nel secco indifferenziato. Le ricevute in carta comune e le carte termiche certificate riciclabili possono andare nella carta. Leggi le indicazioni sul retro e verifica il gestore locale nei casi dubbi.
Dove si buttano gli scontrini blu o grigi?
Il blu e il grigio sono tipici di alcune carte termiche di nuova generazione. Cerca però l’indicazione di conferimento e la riciclabilità certificata: il solo colore non è una verifica sufficiente.
Uno scontrino bianco può essere riciclabile?
Sì. Una carta comune non termica o una carta termica certificata riciclabile può essere bianca. Non decidere la raccolta soltanto dal colore del foglio.
Gli scontrini BPA free si possono buttare nella carta?
La sola dicitura BPA free non basta: l’assenza di bisfenolo A non certifica l’assenza degli altri componenti indesiderati né la riciclabilità. Cerca una dichiarazione specifica riferita allo scontrino.
Il marchio FSC significa che lo scontrino va nella carta?
No, non da solo. FSC riguarda l’origine dei materiali. Per lo smaltimento di una carta termica devi verificare anche le indicazioni sul prodotto finito e la sua riciclabilità.
Dove si buttano le ricevute POS e bancomat?
Dipende dalla carta utilizzata. Controlla ciascun foglio: lo scontrino di cassa e la ricevuta del pagamento possono provenire da rotoli diversi. La carta termica tradizionale va nel secco, quella certificata riciclabile nella carta.
Posso mettere nella carta gli scontrini tagliati a pezzi?
Solo se il materiale era già idoneo alla raccolta della carta. Tagliarlo non elimina il rivestimento e non modifica la destinazione: una carta termica tradizionale rimane da conferire nel secco.
Lo scontrino digitale elimina sempre quello cartaceo?
Non necessariamente. Alcuni servizi prevedono ancora una stampa ridotta, come indicato nelle FAQ Esselunga. Verifica le condizioni del negozio e conserva i documenti che ti servono prima di eliminarli.

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