Euro 7: le scadenze da distinguere
Euro 7 si applica dal 29 novembre 2026 ai nuovi tipi di autovetture e furgoni leggeri. Per i veicoli nuovi di queste categorie, anche appartenenti a tipi già omologati, la scadenza generale successiva è il 29 novembre 2027. Non è un ordine di sostituire le auto Euro 6 che circolano già.
La novità interessa benzina, diesel ed elettriche, ma non allo stesso modo: oltre allo scarico entrano nel quadro freni, pneumatici, durabilità delle batterie e informazioni ambientali. Per capire cosa cambia davvero bisogna separare il calendario dei veicoli da quello dei componenti e le regole di omologazione dai divieti locali di circolazione.
In questo articolo
1Euro 7 da quando: le scadenze 2026 e 2027
Il riferimento è il Regolamento dell’Unione europea 2024/1257, già entrato in vigore il 28 maggio 2024. Le date del 2026 e del 2027 riguardano la sua applicazione alle diverse situazioni: non sono due rinvii della stessa scadenza. Questa verifica è aggiornata all’8 ottobre 2026.
Per nuovo tipo si intende il veicolo sottoposto a una nuova omologazione, non semplicemente un esemplare appena uscito dalla fabbrica. Un’auto nuova può appartenere a un tipo omologato in precedenza: è il motivo per cui esistono due passaggi.
| Veicoli | Nuovi tipi | Veicoli nuovi |
|---|---|---|
| Autovetture e furgoni leggeri, categorie M1 e N1 | 29 novembre 2026 | 29 novembre 2027 |
| Autobus e autocarri, categorie M2, M3, N2 e N3; rimorchi O3 e O4 | 29 maggio 2028 | 29 maggio 2029 |
La prima data comporta il rifiuto dell’omologazione per nuovi tipi non conformi; la seconda riguarda l’immatricolazione, la vendita o la messa in servizio dei veicoli nuovi non conformi. La tabella sintetizza il regime generale: esistono disposizioni particolari da verificare per il singolo veicolo.
Per i costruttori di piccole serie il regolamento prevede il 1° luglio 2030 per M1/N1 e il 1° luglio 2031 per le categorie pesanti interessate. Non è una proroga utilizzabile da qualsiasi concessionario perché vende poche auto.
M1 identifica qui le autovetture, N1 i veicoli leggeri per merci. Le moto non rientrano in questo calendario: non bisogna trasferire automaticamente le date Euro 7 delle automobili a tutte le categorie di mezzi stradali.
Riferimenti: articoli 2, 10 e 21 del regolamento Euro 7.
2Auto Euro 6 già immatricolate: nessun blocco automatico
Se possiedi un’auto Euro 6, il 29 novembre 2026 non la rende automaticamente inutilizzabile. Le scadenze appena viste riguardano omologazioni e veicoli nuovi: non impongono al proprietario di trasformare una vettura già immatricolata in Euro 7.
Questo non significa poter circolare ovunque per sempre. Le limitazioni di Regioni e Comuni, le zone a traffico limitato e gli eventuali provvedimenti antismog vanno controllati separatamente, con categoria del mezzo, alimentazione e classe ambientale effettive.
Due domande diverse
“La mia auto deve diventare Euro 7?” e “posso entrare in questa città?” non hanno la stessa risposta. Il calendario europeo non sostituisce l’ordinanza locale e non garantisce un accesso permanente alle aree soggette a restrizioni.
Lo stesso ragionamento vale per l’usato: la vendita di un’auto già immatricolata non coincide con la prima immatricolazione di un veicolo nuovo. Non usare quindi il solo anno di acquisto per dedurre la classe Euro o l’applicazione della scadenza del 2027.
Un esempio: una diesel Euro 6 immatricolata nel 2023 non diventa Euro 7 se viene rivenduta nel 2027. Per valutarla servono i documenti di quel veicolo e le regole delle strade che percorrerai, non la data dell’annuncio.
Riferimento: articolo 10, distinzione fra nuovi tipi e veicoli nuovi.
3Euro 7 diesel e benzina: cosa cambia rispetto a Euro 6
Euro 7 non vieta in blocco i motori diesel o a benzina. Stabilisce requisiti per la loro omologazione e amplia gli aspetti controllati. Non va confuso con i distinti obiettivi europei sulle emissioni di anidride carbonica, indicate con CO₂.
Il Consiglio dell’UE spiega che, per auto e furgoni, vengono mantenuti i limiti allo scarico Euro 6 con prescrizioni più rigorose per le particelle solide. Per le sole autovetture M1, la tabella normativa indica 60 mg/km di ossidi di azoto, NOx, per l’accensione comandata e 80 mg/km per l’accensione spontanea: sono i riferimenti comunemente associati a benzina e diesel.
Non estendere automaticamente questi numeri a tutti i furgoni: le classi N1 hanno righe specifiche. Un’altra precisione utile è la massa del particolato: per M1 la tabella Euro 7 riporta 4,5 mg/km, cioè 0,0045 g/km. Per il numero delle particelle viene utilizzato il riferimento PN10, che include particelle solide a partire da 10 nanometri.
Conta inoltre la durata della conformità. L’allegato IV distingue una vita principale fino a 8 anni o 160.000 km e una supplementare fino a 10 anni o 200.000 km, secondo la soglia raggiunta per prima e le condizioni previste. Nella fase supplementare esistono correttivi specifici: non equivale a una garanzia integrale della vettura per dieci anni.
Quadro generale: Consiglio UE, comunicato del 12 aprile 2024.
Valori e durata: allegati I e IV del regolamento.
4Polveri dei freni: il limite riguarda anche le elettriche
Un’auto senza scarico può comunque produrre particelle attraverso i freni ad attrito. Euro 7 introduce limiti per il PM10 dei freni, una frazione del particolato identificata dalla dimensione aerodinamica delle particelle. È una misura diversa dal particolato emesso dal motore.
Per le autovetture, nella fase normativa fino al 31 dicembre 2029, l’allegato I indica 3 mg/km per le elettriche pure e 7 mg/km per le altre tecnologie elencate, comprese termiche e ibride. Sono limiti per veicolo nel ciclo di prova standard, non una quantità attribuita a ogni frenata del conducente. I furgoni N1 di classe III hanno valori specifici.
Le procedure non sono rimaste ferme alla legge del 2024: il regolamento delegato 2026/1214 aggiorna il riferimento delle prove di laboratorio al regolamento ONU n. 179. Il regolamento di esecuzione 2026/1762 disciplina prove e prescrizioni amministrative per M1/N1.
Per chi compra, il dato importante è che la conformità riguarda un sistema verificato secondo una procedura, non uno slogan come “freni ecologici”. Da questi limiti non deriva un obbligo generale per chi possiede già un’auto di installare filtri aggiuntivi sui freni.
Aggiornamento delle condizioni di prova: regolamento 2026/1214.
Procedure di omologazione dei freni: regolamento 2026/1762.
5Pneumatici: perché non parte tutto a novembre 2026
Il regolamento comprende anche l’abrasione degli pneumatici, ma assegna a questo ambito un calendario distinto. Non è corretto affermare che dal novembre 2026 tutte le gomme sul mercato debbano rispettare contemporaneamente ogni nuova prescrizione Euro 7.
| Classe | Nuovi tipi conformi |
|---|---|
| C1, tipicamente pneumatici per autovetture | 1° luglio 2028 |
| C2 | 1° aprile 2030 |
| C3 | 1° aprile 2032 |
L’articolo 11 prevede poi passaggi ulteriori per l’immissione sul mercato e per i veicoli nuovi equipaggiati con pneumatici non conformi, oltre a disposizioni transitorie. Le date dei nuovi tipi non vanno quindi presentate come un ordine di buttare tutti gli pneumatici acquistati prima.
Occorre distinguere anche il calendario dall’esistenza di un limite numerico definitivo: nell’allegato I del testo consolidato consultato, la tabella dell’abrasione non contiene ancora valori da riportare come soglie generali. Il regolamento prevede il successivo sviluppo tecnico dei metodi e dei limiti.
Per questa guida non trasformiamo una data prevista per un atto tecnico in una prescrizione già applicabile a ogni automobilista. L’informazione pratica è semplice: il cambio di standard dei veicoli e quello degli pneumatici non coincidono.
Riferimenti: articoli 11 e 15, allegato I, testo consolidato al 23 settembre 2026.
6Batterie di elettriche e plug-in: energia residua e durata
Euro 7 riguarda le elettriche anche attraverso la durabilità della batteria di trazione. L’allegato II distingue autovetture M1 e furgoni N1 e fissa requisiti basati sull’energia della batteria per elettriche pure e ibride ricaricabili dall’esterno, dette plug-in.
| Categoria | Fino a 5 anni o 100.000 km | Fase successiva, fino a 8 anni o 160.000 km |
|---|---|---|
| Autovetture M1, elettriche pure e plug-in | 80% | 72% |
| Furgoni N1, elettrici puri e plug-in | 75% | 67% |
Per delimitare le fasi conta il limite temporale o chilometrico raggiunto per primo. Una vettura che supera 100.000 km prima del quinto anno non resta nella prima fascia soltanto perché è ancora relativamente giovane.
Queste percentuali non promettono la stessa autonomia su qualsiasi percorso e non vanno riscritte come “80% dei chilometri iniziali garantiti”. La tabella riguarda l’energia della batteria: autonomia, condizioni d’uso e prova normativa sono grandezze da distinguere.
Non sostituiscono nemmeno la lettura della garanzia commerciale. Prima di comprare verifica durata, chilometraggio, soglia dichiarata dal costruttore e procedura prevista per la misurazione: lo standard di omologazione e il rimedio contrattuale non sono la stessa voce.
Nel 2026 le procedure relative alle batterie, all’autonomia a bassa temperatura e alla potenza sono state aggiornate dal regolamento 2026/1764, con decorrenze specifiche per alcune disposizioni. Non bisogna confondere queste fasi tecniche con il calendario generale del veicolo.
Soglie: allegato II, tabelle 1 e 2.
Aggiornamento delle procedure: regolamento di esecuzione 2026/1764.
7Monitoraggio e passaporto ambientale del veicolo
Il quadro Euro 7 prevede sistemi di controllo a bordo. L’OBD, diagnostica di bordo, rileva determinati malfunzionamenti; l’OBM, monitoraggio di bordo, riguarda le emissioni allo scarico. Sono funzioni collegate ma non sinonimi. Sono previsti anche dispositivi per consumo reale di carburante ed energia e stato di salute della batteria.
Non significa che qualsiasi informazione visibile sul cruscotto certifichi da sola la conformità. Il regolamento distingue dati, dispositivi e procedure di verifica: un dato di consumo istantaneo non sostituisce l’omologazione del veicolo.
Il passaporto ambientale del veicolo, EVP, è una registrazione digitale delle prestazioni ambientali al momento dell’immatricolazione. Comprende informazioni come livello delle emissioni, CO₂, consumo di carburante o elettricità, autonomia elettrica, potenza e durabilità della batteria.
Il costruttore lo consegna all’acquirente insieme al veicolo, ricavando i dati anche dal certificato di conformità e dalla documentazione di omologazione. La consultazione può avvenire attraverso i sistemi elettronici dell’auto, un codice QR o un metodo simile.
È quindi utile chiedere dove siano consultabili i dati ambientali della versione proposta. Il passaporto non va presentato come una certificazione universale di convenienza, come un’autorizzazione a entrare in ogni città o come un nuovo documento da comprare per aggiornare un’auto Euro 6 già posseduta.
Riferimenti: articolo 3, punto 68; articoli 4, 6 e 7.
8Comprare nel 2026-2027: cosa verificare sul preventivo
Il nome commerciale e l’anno di lancio non bastano a stabilire la classe ambientale della versione che stai acquistando. Chiedi una conferma documentale della classe Euro riferita a motorizzazione e configurazione, non soltanto una frase valida per tutta la gamma.
- Chiarisci la situazione del veicolo. È nuovo da immatricolare, già immatricolato o usato? È una distinzione necessaria per leggere il calendario.
- Controlla il tipo omologato e i documenti. Per una consegna vicina alle scadenze, chiedi conferma della possibilità di immatricolazione e delle eventuali disposizioni particolari applicate.
- Se è elettrico o plug-in, leggi i dati della batteria. Separa soglie normative, garanzia commerciale e autonomia dichiarata.
- Verifica le regole locali. L’Euro 7 non assicura oggi quali saranno tutte le future limitazioni territoriali.
Caso pratico: ordini a dicembre 2026 un’auto appartenente a un tipo già omologato Euro 6. La sola data dell’ordine non rende automaticamente impossibile l’immatricolazione: bisogna verificare il regime applicabile a quell’esemplare. Se invece si tratta di un nuovo tipo da omologare dopo il 29 novembre 2026, il primo termine Euro 7 è già rilevante.
Non si può ricavare dal regolamento un sovrapprezzo identico per ogni auto, né la certezza che convenga acquistare prima o dopo novembre. Il confronto economico richiede preventivi concreti, dotazioni e impiego previsto.
Per separare l’omologazione dai costi d’uso, trovi il calcolatore della spesa per benzina e diesel e l’approfondimento su quanto costa ricaricare un’auto elettrica a casa. Sono valutazioni complementari: una classe ambientale, da sola, non determina la spesa mensile.
Fonti e verifica
Verifica editoriale: 8 ottobre 2026. Il testo consolidato del 23 settembre è uno strumento di consultazione; fanno fede gli atti pubblicati in Gazzetta ufficiale. Il calendario generale è distinto dalle decorrenze delle procedure tecniche e dalle restrizioni territoriali.
- EUR-Lex — Regolamento 2024/1257, testo consolidato al 23 settembre 2026
- EUR-Lex — Regolamento 2024/1257 pubblicato in Gazzetta ufficiale
- Consiglio UE — ambito e novità del testo adottato, 12 aprile 2024
- Regolamento delegato 2026/1214 — condizioni delle prove sui freni
- Regolamento di esecuzione 2026/1762 — procedure per le emissioni dei freni
- Regolamento di esecuzione 2026/1764 — procedure per batterie e veicoli elettrificati