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Ricarica dell'auto elettrica alle colonnine: costi, app, tessere e abbonamenti (guida 2026)

Quanto costa ricaricare l'auto elettrica fuori casa? Quali app servono per trovare le colonnine, quando conviene un abbonamento e perché tenere sempre in auto un cavo tipo 2: ecco la guida pratica per ricaricare alle colonnine pubbliche senza brutte sorprese in bolletta o in viaggio.

EC

Dario M.

4 Giugno 2026

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Mobilità elettrica: ricaricare fuori casa

Ricaricare l'auto elettrica a casa è semplice ed economico. Il problema vero comincia fuori casa: alle colonnine pubbliche i prezzi cambiano da un operatore all'altro, servono app e tessere diverse e in autostrada il conto può salire in fretta. Con le informazioni giuste, però, ricaricare in giro diventa una routine senza ansia.

Questa guida è pensata soprattutto per chi non ha un box di proprietà e si affida alle colonnine di zona e per chi parte in viaggio durante le ferie. Vediamo quanto costa davvero un pieno alla colonnina, come trovarne una libera, come si paga, quando conviene un abbonamento e quali accessori tenere sempre in auto.

1 Ricaricare a casa o alle colonnine: le differenze

La prima cosa da capire è che la ricarica a casa e quella pubblica giocano due campionati diversi, soprattutto sul prezzo. A casa paghi l'energia alla tua tariffa domestica, in genere 0,20-0,30 € al kWh; alle colonnine pubbliche, invece, il prezzo include il servizio dell'operatore e parte da circa 0,50 € al kWh, fino a superare gli 0,90 € al kWh sulle stazioni ultraveloci.

Tradotto in pratica: se puoi ricaricare a casa, conviene farci la maggior parte dei "pieni" e usare le colonnine solo quando sei in giro o in viaggio. Per stimare la spesa domestica trovi tutti i dettagli nell'articolo dedicato a quanto costa ricaricare l'auto elettrica a casa. Chi invece non ha un posto auto privato dipende dalle colonnine: in quel caso il segreto è scegliere bene operatori e abbonamenti, come vedremo tra poco.

2 Quanto costa ricaricare alle colonnine pubbliche nel 2026

Il costo dipende quasi tutto dalla potenza della colonnina. Più è veloce, più costa al kWh. Ecco i valori indicativi sul mercato italiano nel 2026, da prendere come ordine di grandezza perché ogni operatore applica le sue tariffe.

Prezzo indicativo per tipo di colonnina

colonnina lenta/normale AC (fino a 22 kW) 0,50-0,60 € / kWh
colonnina veloce DC (50 kW) 0,65-0,80 € / kWh
colonnina ultraveloce HPC (150 kW e oltre) 0,75-0,95 € / kWh

Facciamo un esempio concreto. Una ricarica da 40 kWh, che vale grosso modo 250 km di autonomia, costa circa 22 € a una colonnina AC e può arrivare a 34-38 € a una stazione ultraveloce in autostrada. La stessa energia a casa ne costerebbe 8-12. La differenza spiega perché tanti scelgono un abbonamento.

Buono a sapersi: il prezzo al kWh dipende dall'energia che entra in auto, non dal tempo. Alcuni operatori però aggiungono un costo di "occupazione" se resti collegato dopo la fine della carica: stacca appena puoi per evitarlo.

3 Le app per trovare le colonnine

In Italia ci sono ormai oltre 50.000 punti di ricarica pubblici (dati Motus-E), ma sono distribuiti in modo molto disomogeneo, con una forte concentrazione al Nord e nelle città. Per questo la prima alleata è una buona app per trovare le colonnine.

  • Nextcharge e Plugshare: mappe indipendenti che mostrano colonnine di tutti gli operatori, con potenza, tipo di presa, disponibilità in tempo reale e recensioni di chi le ha usate
  • App dei singoli operatori (Enel X Way, Be Charge, Electra e altri): servono per avviare e pagare la ricarica sulle loro colonnine, oltre che per trovarle

Il consiglio pratico è usare una mappa indipendente per cercare la colonnina e l'app dell'operatore per avviare la ricarica. Le recensioni nelle app sono preziose: ti dicono se una colonnina è spesso guasta o occupata prima che tu ci arrivi.

4 Tessera, app o contactless: come si paga davvero

Alla colonnina puoi autenticarti e pagare in diversi modi. Conoscerli evita di restare bloccati davanti a una stazione che non accetta il tuo metodo.

  • App dell'operatore: il metodo più diffuso. Inquadri il QR code o selezioni la colonnina sulla mappa e avvii la sessione dal telefono
  • Tessera RFID: una scheda dell'operatore che avvicini al lettore. Utile dove il segnale del telefono è debole, ad esempio nei garage interrati
  • Carta contactless: le colonnine più recenti hanno un POS e accettano la normale carta di pagamento, senza app né tessere
  • Plug & Charge: il sistema più comodo (standard ISO 15118): l'auto si riconosce da sola appena colleghi il cavo, senza fare nient'altro

Consiglio: porta sempre con te almeno una tessera RFID di riserva. Se il telefono è scarico o senza campo, l'app non parte: la tessera ti salva la ricarica.

5 Abbonamento ricarica: quando conviene e quale scegliere

L'abbonamento ricarica auto elettrica è la domanda più cercata, ma la risposta è sempre la stessa: dipende da quanto ricarichi in pubblico. In cambio di un canone fisso (mensile o annuale) ottieni un prezzo al kWh più basso. Conviene indicativamente oltre i 100-150 kWh al mese di ricarica pubblica; sotto quella soglia, meglio il pagamento occasionale.

I principali operatori in Italia sono Enel X Way e Plenitude (Be Charge), con le reti urbane più estese, mentre in autostrada dominano le stazioni ultraveloci di Ionity, Tesla (aperte anche ad altre marche) e Electra. Con un piano flat il prezzo in pubblico può scendere fino a circa 0,39 € al kWh.

Attenzione: prima di abbonarti, guarda quali colonnine hai vicino a casa e sui tuoi tragitti abituali. Un abbonamento conveniente sulla carta è inutile se l'operatore non ha stazioni dove ti muovi tu.

6 Il cavo tipo 2: quale serve e perché tenerne sempre uno in auto

Alle colonnine veloci in corrente continua il cavo è già attaccato alla stazione. Ma alle tantissime colonnine lente e medie in corrente alternata — quelle urbane, dei parcheggi e dei supermercati — il cavo lo devi portare tu. È il cavo tipo 2 (Type 2), lo standard europeo: senza, davanti a quelle colonnine non puoi ricaricare.

Vale la pena tenerne sempre uno nel bagagliaio. Quando lo scegli controlla due cose: la potenza supportata (un cavo trifase fino a 22 kW va bene per quasi tutte le situazioni) e la lunghezza (5 metri sono più comodi di 3 quando la presa dell'auto è lontana dalla colonnina).

7 Ricaricare in autostrada durante le ferie: tempi e costi

Per i viaggi lunghi delle vacanze contano le stazioni ultraveloci in autostrada. Qui i tempi si accorciano molto: a una colonnina da 150 kW o più bastano 15-30 minuti per passare dal 20 all'80% della batteria, il tempo di un caffè e una sosta. È il momento in cui l'auto carica più in fretta, quindi sfruttalo per le tratte lunghe.

Il rovescio della medaglia è il prezzo, il più alto in assoluto. Per questo conviene arrivare in autostrada con la batteria già carica da casa o da una colonnina urbana e usare gli hub veloci solo per la "spinta" necessaria a proseguire, senza ricaricare fino al 100% (oltre l'80% la carica rallenta molto e ti fa perdere tempo).

8 Ricarica senza wallbox: la guida per chi vive in condominio

Chi abita in appartamento senza posto auto privato spesso pensa di non potersi permettere un'elettrica. In realtà si può, appoggiandosi alle colonnine pubbliche di zona, di solito con l'abbonamento dell'operatore più diffuso nel quartiere. Molti automobilisti ricaricano una o due volte a settimana mentre fanno la spesa o di notte vicino a casa.

Se nel parcheggio condominiale c'è la possibilità, la legge consente anche di installare un proprio punto di ricarica nel posto auto, dandone semplice comunicazione all'amministratore. In alternativa, valuta una wallbox domestica con gli incentivi disponibili, se hai un posto auto di proprietà. Per le ricariche fuori casa, intanto, restano le colonnine pubbliche.

9 Pianificare un viaggio lungo senza ansia da autonomia

La famosa "ansia da autonomia" si combatte con la pianificazione. Quasi tutti i navigatori delle auto elettriche, oltre alle app dedicate, calcolano il percorso inserendo già le soste di ricarica in base alla batteria e al traffico. Imposta il viaggio prima di partire e avrai tappe e tempi sotto controllo.

Due regole d'oro: parti sempre con la batteria piena e non ridurti all'ultima percentuale per cercare la colonnina. Tieni un margine di sicurezza del 10-15% e, se possibile, individua sempre una colonnina alternativa lungo il tragitto, nel caso la prima sia occupata o fuori servizio.

10 5 trucchi per spendere meno alle colonnine pubbliche

Ecco i consigli che fanno davvero la differenza in bolletta a fine mese:

  • Ricarica a casa quando puoi: anche solo metà delle ricariche a casa abbatte la spesa media. Se hai una tariffa con fasce orarie F1, F2 e F3, ricarica di notte o nel weekend, quando l'energia costa meno
  • Preferisci le colonnine AC per le soste lunghe: mentre lavori, fai la spesa o dormi, una colonnina lenta costa meno e il tempo non è un problema
  • Usa le veloci solo per i viaggi: le ultraveloci sono comode ma care, tienile per le tratte autostradali
  • Confronta gli abbonamenti rispetto a quanto ricarichi davvero: il canone si ripaga solo sopra una certa soglia di kWh mensili
  • Non ricaricare oltre l'80% se non serve: oltre quella soglia la carica rallenta e, dove paghi l'occupazione, perdi tempo e soldi

Quanto costa ricaricare a casa?

Confronta la spesa domestica con quella delle colonnine e scopri quanto risparmi ricaricando a casa.

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Conclusione

Ricaricare l'auto elettrica fuori casa non è complicato: serve solo organizzarsi. Una buona app per trovare le colonnine, una tessera di riserva, il cavo tipo 2 in auto e l'abbonamento giusto per le tue abitudini bastano a ricaricare ovunque senza stress, anche per chi vive in condominio.

I punti chiave da ricordare:

  • a casa si risparmia: 0,20-0,30 € al kWh contro 0,50-0,95 € in pubblico
  • il prezzo sale con la velocità: le ultraveloci solo per i viaggi
  • app più tessera: due o tre operatori coprono quasi tutto
  • abbonamento conveniente solo oltre 100-150 kWh al mese
  • cavo tipo 2 sempre nel bagagliaio per le colonnine AC

Per inquadrare la spesa complessiva dell'energia di casa, compresa quella per ricaricare l'auto, puoi usare il simulatore della bolletta della luce.

Domande Frequenti

Quanto costa in media un pieno alla colonnina?
Dipende dalla potenza. Alle colonnine in corrente alternata (AC) si pagano in media 0,50-0,60 € per kWh, mentre alle colonnine veloci e ultraveloci si arriva a 0,70-0,95 € per kWh. Ricaricare 40 kWh, sufficienti per circa 250 km, costa quindi tra 20 e 38 € a seconda della colonnina.
Serve per forza un abbonamento per ricaricare alle colonnine?
No. Quasi tutte le colonnine accettano il pagamento occasionale tramite app o, sui modelli più recenti, con carta contactless. L'abbonamento conviene solo se ricarichi spesso in pubblico, indicativamente oltre 100-150 kWh al mese, perché abbassa il prezzo al kWh in cambio di un canone fisso.
Quante tessere o app diverse servono davvero?
In teoria una sola app di un grande operatore copre già molte colonnine, ma nessun gestore ha tutte le stazioni. Conviene tenere installate due o tre app dei principali operatori della tua zona e dei corridoi che percorri di più, così trovi sempre una colonnina compatibile senza restare a piedi.
Conviene di più ricaricare a casa o alla colonnina?
Ricaricare a casa costa molto meno: 0,20-0,30 € per kWh contro i 0,50-0,95 € delle colonnine pubbliche. Se hai la possibilità di installare una wallbox o una presa dedicata, conviene fare a casa la maggior parte delle ricariche e usare le colonnine solo per i viaggi.
Quanto tempo ci vuole a una colonnina veloce?
A una colonnina veloce in corrente continua da 50 kW servono circa 40-60 minuti per passare dal 20 all'80% della batteria. Alle stazioni ultraveloci da 150 kW o più, presenti soprattutto in autostrada, bastano 15-30 minuti se l'auto supporta quella potenza.
Esistono colonnine di ricarica gratuite in Italia?
Sì, ma sono sempre meno. Alcuni centri commerciali, supermercati e hotel offrono ricariche gratuite o a prezzo simbolico ai clienti, di solito a bassa potenza. Le app per trovare le colonnine permettono di filtrare quelle gratuite, ma non puoi contarci per i viaggi lunghi.
Posso avere un'auto elettrica se vivo in condominio senza box?
Sì. Chi vive in appartamento senza posto auto privato si appoggia alle colonnine pubbliche di zona, spesso con un abbonamento dell'operatore più diffuso nel quartiere. In alternativa, la legge permette di installare un punto di ricarica nel parcheggio condominiale comune, dandone comunicazione all'amministratore.
Che differenza c'è tra ricarica AC e DC?
La ricarica in corrente alternata (AC) è più lenta ed economica e usa il connettore tipo 2: è quella delle colonnine urbane e di casa. La ricarica in corrente continua (DC) è veloce o ultraveloce, costa di più e usa il connettore CCS Combo 2: è quella di autostrade e hub di ricarica rapida.

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