Diesel −20 cent, benzina −5 cent: sconto valido fino al 22 maggio 2026
Lo sconto fiscale sui carburanti resta in piedi anche nella seconda metà di maggio. Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell'Ambiente, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026, proroga il taglio delle accise per i carburanti fino al 22 maggio 2026: 20 centesimi al litro in meno sul gasolio per autotrazione, 5 centesimi sulla benzina.
In questa scheda vediamo nel dettaglio quanto si risparmia davvero a pieno (con il meccanismo IVA che amplifica lo sconto), il calcolo annuo teorico per famiglia tipo, come è finanziato il provvedimento, perché il taglio è differenziato e quali scenari si aprono dal 23 maggio in poi.
In questo articolo
- 1. Cosa sono le accise sui carburanti
- 2. Il decreto MEF del 9 maggio 2026
- 3. Quanto si risparmia al litro: -20 cent diesel, -5 benzina
- 4. Calcolo risparmio: pieno auto e costo annuo famiglia
- 5. Perché il taglio è differenziato
- 6. Come è finanziato: IVA carburanti ed extragettito
- 7. Scadenza 22 maggio e scenari di proroga
- 8. Confronto con il taglio Draghi 2022
- 9. Auto elettrica vs benzina/diesel oggi
- 10. Come risparmiare comunque sul carburante
1 Cosa sono le accise sui carburanti
Le accise sono imposte indirette sulla produzione e sul consumo di determinati beni: alcolici, tabacchi, energia elettrica, gas naturale e, in Italia molto più che altrove, carburanti per autotrazione. A differenza dell'IVA, che è una percentuale sul prezzo, l'accisa è un importo fisso al litro, indipendente dal prezzo all'ingrosso del prodotto.
Sulla benzina l'aliquota piena di accisa è di circa 72,84 cent al litro; sul diesel (gasolio per autotrazione) circa 61,74 cent al litro. A queste si aggiunge l'IVA al 22% che si applica sul prezzo totale, accisa compresa. Il risultato è che, su un litro di benzina venduto a 1,90 €, circa il 55-58% del prezzo finale è composto da imposte (accisa + IVA).
Quando il governo "taglia le accise" non sta riducendo le tasse complessive sui carburanti, ma sta rideterminando temporaneamente l'aliquota di accisa per un periodo limitato, lasciando intatta l'IVA. È uno strumento usato spesso in fasi di rincaro dei prezzi internazionali del petrolio per attutire l'impatto sui consumatori e sulle imprese di trasporto.
Curiosità: alcune voci di accisa sui carburanti in Italia risalgono a eventi storici molto vecchi (la guerra d'Etiopia del 1935-36, la crisi di Suez del 1956, l'alluvione di Firenze del 1966). Nominalmente erano "temporanee", ma sono rimaste e si sono accumulate negli anni.
2 Il decreto MEF del 9 maggio 2026
Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell'Ambiente, è stato firmato il 9 maggio 2026 e pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale n. 106. Il titolo formale del provvedimento è "Rideterminazione temporanea delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti per autotrazione".
Il provvedimento è strutturato in due decreti consecutivi. Il primo copriva il periodo dal 1 al 10 maggio 2026 (era stato firmato a fine aprile); il secondo – quello pubblicato il 9 maggio – copre il periodo dall'11 al 22 maggio 2026. Questa struttura "a tappe" consente al governo di rivalutare la copertura finanziaria mese per mese senza impegnare risorse a lungo termine.
Il decreto stabilisce:
- Accisa benzina: ridotta di 5 centesimi al litro rispetto all'aliquota piena (dal valore standard di 72,84 cent a circa 67,84 cent)
- Accisa gasolio per autotrazione (diesel): ridotta di 20 centesimi al litro rispetto all'aliquota piena (dal valore standard di 61,74 cent a circa 41,74 cent)
- Periodo di validità: dall'11 al 22 maggio 2026 compresi
- Copertura finanziaria: circa 200 milioni di euro tramite l'extragettito IVA generato dall'aumento dei prezzi
3 Quanto si risparmia al litro: −20 cent diesel, −5 benzina
Lo sconto nominale è di 5 centesimi al litro sulla benzina e 20 centesimi sul diesel, ma il risparmio effettivo alla pompa è leggermente più alto grazie al meccanismo dell'IVA. L'IVA al 22% si applica infatti anche all'accisa: quando l'accisa cala, cala anche l'IVA calcolata su di essa.
| Carburante | Taglio accisa | IVA risparmiata (22%) | Risparmio totale al litro |
|---|---|---|---|
| Benzina | -5,00 cent | -1,10 cent | -6,10 cent |
| Diesel | -20,00 cent | -4,40 cent | -24,40 cent |
Tradotto in pratica: ogni litro di benzina costa 6,1 centesimi in meno rispetto a quello che costerebbe senza il taglio; ogni litro di diesel costa 24,4 centesimi in meno. Il calcolo è preciso ma può variare di qualche decimo a seconda della distribuzione locale e degli sconti del singolo gestore.
4 Calcolo risparmio: pieno auto e costo annuo famiglia
Mettiamo in tabella quanto si risparmia a pieno per tre tipologie di veicoli, partendo dal risparmio effettivo per litro (6,1 cent benzina, 24,4 cent diesel):
| Veicolo | Capacità serbatoio | Risparmio a pieno |
|---|---|---|
| Utilitaria benzina | 40 L | 2,44 € |
| Berlina benzina | 50 L | 3,05 € |
| SUV/station wagon diesel | 60 L | 14,64 € |
| Furgone commerciale diesel | 80 L | 19,52 € |
Per il calcolo annuo, ipotizziamo che lo sconto restasse attivo per tutto l'anno (scenario teorico, lo sconto attualmente vale solo fino al 22 maggio). Le famiglie tipo italiane sono:
- Famiglia A (auto benzina): 12.000 km/anno, consumo 6 L/100 km = 720 litri/anno. Risparmio teorico: 720 × 6,1 cent = 43,92 € annui
- Famiglia B (auto diesel): 15.000 km/anno, consumo 5 L/100 km = 750 litri/anno. Risparmio teorico: 750 × 24,4 cent = 183 € annui
- Famiglia C (due auto miste benzina + diesel): 25.000 km totali = circa 220-250 € annui
Nella realtà 2026, però, il taglio dura solo 22 giorni di maggio. Il risparmio effettivo è proporzionalmente più basso: circa 1/17 dei valori teorici annui sopra (perché 22 giorni rappresentano circa il 6% dell'anno).
Attenzione: il risparmio diventa significativo solo se il taglio viene prorogato a oltranza o reso permanente. Storicamente le proroghe ci sono state, ma sono sempre legate alla copertura economica e all'andamento del prezzo del petrolio.
5 Perché il taglio è differenziato
Prima del 1 maggio 2026 lo sconto era applicato in modo più simmetrico tra benzina e diesel. Dal 1 maggio è stato rimodulato in modo asimmetrico: -20 cent sul diesel, -5 sulla benzina. Il razionale è strettamente legato all'andamento dei prezzi internazionali e all'impatto su categorie di consumatori specifiche.
Da inizio 2026 il gasolio ha subito rincari ben più marcati della benzina. Il conflitto in Medio Oriente ha messo sotto pressione la filiera di raffinazione del diesel (con interruzioni di rotte navali sul canale di Hormuz e nel Mar Rosso) e l'aumento della domanda invernale per riscaldamento e trasporto merci ha amplificato i rialzi.
A fine aprile 2026 il gasolio aveva superato i 2 euro al litro in molte regioni, un livello che stava penalizzando in modo particolare:
- Autotrasportatori e trasporto merci su gomma, con margini già risicati
- Artigiani con furgoni, lavoratori dell'edilizia, impiantistica, piccola distribuzione
- Pendolari con auto diesel di media-grossa cilindrata
- Agricoltori per il gasolio agricolo (che ha aliquota diversa ma è comunque influenzato dal prezzo all'ingrosso)
La benzina, nel frattempo, restava sotto i 2 euro al litro nella maggior parte dei distributori grazie a un mercato di approvvigionamento meno teso. Il governo ha quindi scelto di concentrare la maggior parte del sostegno (200 milioni di euro complessivi) sul diesel, garantendo comunque uno sconto simbolico sulla benzina per non lasciare a mani vuote le famiglie con auto a motore Otto.
6 Come è finanziato: IVA carburanti ed extragettito
La copertura finanziaria del taglio – stimata in circa 200 milioni di euro per il periodo 1-22 maggio – non viene da nuove tasse né da tagli di spesa pubblica. Arriva dall'extragettito IVA generato dall'aumento dei prezzi dei carburanti.
Il meccanismo è autoperpetuante: quando benzina e diesel costano di più, lo Stato incassa più IVA al 22% applicata sul prezzo finale. Quelle risorse aggiuntive vengono poi usate per finanziare lo sconto sull'accisa, in una sorta di partita di giro. Il consumatore finale paga meno alla pompa di quanto pagherebbe senza intervento, ma lo Stato non perde gettito netto rispetto al periodo in cui i prezzi erano più bassi.
In pratica: più i prezzi salgono, più lo Stato incassa IVA, più risorse ha per tagliare l'accisa. Quando i prezzi tornano a livelli normali, sparisce anche l'extragettito e di conseguenza la copertura dello sconto. È uno dei motivi per cui i tagli accise tendono a essere di durata limitata e non permanenti.
7 Scadenza 22 maggio e scenari di proroga
Lo sconto attuale termina venerdì 22 maggio 2026. Dal 23 maggio, salvo nuovi decreti, le accise tornano agli importi pieni: la benzina aumenta di circa 6,1 cent al litro, il diesel di circa 24,4 cent. Su un pieno medio significa circa 3 euro in più per la benzina, circa 15 euro per il diesel.
Ci sono tre scenari realistici:
- Proroga piena con conferma di -20 cent diesel e -5 benzina fino a fine giugno o oltre. È lo scenario più probabile se i prezzi internazionali del petrolio restano alti e l'extragettito IVA continua a sostenere la copertura.
- Proroga rimodulata con sconto ridotto (es. -10 cent diesel, 0 benzina). Possibile se i prezzi scendono ma il governo vuole comunque dare un segnale agli autotrasportatori.
- Fine taglio dal 23 maggio. Scenario meno probabile a breve, ma possibile se i prezzi internazionali del petrolio crollano e l'extragettito si esaurisce.
Storicamente il governo italiano ha sempre prorogato lo sconto sul diesel in fasi di tensione geopolitica (guerra in Ucraina 2022-2024, conflitto Israele-Hamas 2023-2025). L'ultima scadenza tipica di questi decreti è fine giugno o fine settembre, perché coincide con le verifiche di bilancio in vista della manovra finanziaria di fine anno.
8 Confronto con il taglio Draghi 2022
Lo sconto sulle accise non è una novità del 2026. Il provvedimento più consistente nella storia recente fu quello del governo Draghi nel marzo 2022, in risposta all'impennata dei prezzi del petrolio dovuta all'invasione russa dell'Ucraina.
| Periodo | Taglio benzina | Taglio diesel | Contesto |
|---|---|---|---|
| Mar-Set 2022 | -25/-30 cent | -25/-30 cent | Governo Draghi, guerra Ucraina |
| Ott-Dic 2022 | -15/-18 cent | -15/-18 cent | Transizione governi |
| 2023-2025 | Riduzione progressiva | Riduzione progressiva | Calo prezzi, fine taglio |
| Maggio 2026 | -5 cent | -20 cent | Conflitto Medio Oriente |
Il taglio di maggio 2026 è quindi più contenuto e più mirato rispetto a quello del 2022: copre meno carburanti (più diesel che benzina) e per periodi più brevi (decreti a tappe di 10-20 giorni invece di sconti a 3-6 mesi). Il motivo è la diversa capacità di copertura economica: i prezzi del petrolio sono saliti, ma non quanto nel 2022, quindi l'extragettito IVA è più limitato.
9 Auto elettrica vs benzina/diesel oggi
Anche con il taglio delle accise, il costo per chilometro di un'auto elettrica resta significativamente più basso rispetto a un'auto a benzina o diesel. Ecco un confronto realistico ai prezzi attuali di maggio 2026:
| Alimentazione | Consumo medio | Costo per 100 km |
|---|---|---|
| Benzina | 6 L/100 km a 1,92 €/L | 11,52 € |
| Diesel (con taglio) | 5 L/100 km a 1,75 €/L | 8,75 € |
| Elettrica (F3 casa) | 17 kWh/100 km a 0,15 €/kWh | 2,55 € |
| Elettrica (monoraria casa) | 17 kWh/100 km a 0,28 €/kWh | 4,76 € |
| Elettrica (colonnine pubbliche) | 17 kWh/100 km a 0,50 €/kWh | 8,50 € |
Ricaricando in fascia F3 (notte e weekend) a casa, un'auto elettrica costa circa 4,5 volte meno della benzina al chilometro e circa 3,4 volte meno del diesel scontato. Per chi ha la possibilità di installare una wallbox e ricaricare di notte, il vantaggio resta sostanziale anche con le accise tagliate.
Per il dettaglio completo dei costi di ricarica casalinga e del confronto con colonnine pubbliche, vedi la guida quanto costa ricaricare un'auto elettrica a casa.
10 Come risparmiare comunque sul carburante
Indipendentemente dal taglio delle accise, ci sono sette abitudini che riducono in modo concreto la spesa annua di carburante, spesso più di quanto faccia un decreto del MEF:
- Usa l'app Osservaprezzi Carburanti. La differenza tra il distributore più caro e più economico nella stessa zona è spesso di 5-10 centesimi al litro: su un pieno significa 2,50-5 € risparmiati.
- Preferisci il self al servito. Differenza tipica 10-15 cent al litro, cioè 5-7 € a pieno. Su 20 pieni l'anno fanno 100-140 €.
- Mantieni la pressione corretta degli pneumatici. Pneumatici sgonfi del 20% aumentano i consumi fino al 5%. Controlla la pressione ogni mese.
- Evita pesi inutili nel baule. Ogni 50 kg in più aumentano i consumi di circa il 2%.
- Rimuovi il portapacchi se non lo usi. Aumenta la resistenza aerodinamica e i consumi del 5-10% in autostrada.
- Adotta una guida fluida. Accelerazioni dolci, frenate anticipate e velocità moderate in autostrada riducono i consumi: a 130 km/h si consuma il 25% in più che a 110 km/h.
- Pianifica i viaggi. Fare due commissioni in un giro solo invece di due viaggi separati può ridurre i km percorsi del 20-30%.
Combinare queste abitudini può ridurre la spesa annua di carburante del 15-25%, ben più di quanto consenta lo sconto sulle accise. Per il traffico urbano, valutare alternative come monopattino o bici elettrica può eliminare quasi del tutto la spesa per spostamenti brevi (vedi bonus mobilità 2026).
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Calcola quanto cambia la bolletta di casa con la ricarica notturna e confronta con il costo del carburante.
Vai al simulatore bollettaConclusione
Il taglio accise di maggio 2026 è una boccata d'ossigeno reale per chi guida un'auto diesel (15 € risparmiati a pieno non sono pochi) ma molto contenuta per chi va a benzina (circa 3 € a pieno). La struttura "a tappe" del decreto, con scadenza ogni 10-20 giorni, riflette la prudenza del governo nel gestire una copertura economica legata all'andamento volatile dei prezzi internazionali del petrolio.
Lo scenario più probabile dopo il 22 maggio è una nuova proroga, eventualmente rimodulata in base ai prezzi del momento. Difficilmente lo sconto verrà cancellato di netto in una fase di tensione geopolitica come quella attuale, ma è bene non darlo per scontato e seguire gli aggiornamenti del MEF e i comunicati ARERA per restare informati.
Nel frattempo, le abitudini di guida e la scelta accurata del distributore possono già ridurre la spesa carburante in modo significativo, indipendentemente dai decreti. Se stai valutando un cambio di veicolo, ricorda che elettrico vince per costo per chilometro in modo netto, soprattutto ricaricando a casa in fascia F3 notturna.