Aggiornata 2026
Quando un fornitore di luce propone una tariffa 100% rinnovabile, dietro l'etichetta c'è uno strumento tecnico preciso: la Garanzia di Origine. Non è marketing pubblicitario, è un certificato regolato dall'Unione Europea. Il problema è che chi cerca informazioni online finisce spesso sui Certificati verdi, un meccanismo italiano ormai scaduto da oltre un decennio. Risultato: tanta confusione e poca chiarezza su cosa stai davvero pagando.
Spieghiamo i due meccanismi senza giri di parole. I Certificati verdi (CV) erano lo strumento italiano di incentivazione delle rinnovabili dal 1999 al 2015. La Garanzia di Origine (GO) è il sistema europeo di tracciabilità ancora attivo, che si applica ogni volta che leggi sulla bolletta o nel materiale del fornitore la dicitura "energia da fonti rinnovabili". Sono cose tecnicamente diverse anche se vengono spesso confuse perché entrambe trattano di elettricità verde.
Capire la differenza ti serve per un motivo molto concreto: scegliere con consapevolezza la prossima offerta di luce, valutare se la versione verde ti costa davvero di più della tradizionale e riconoscere le situazioni in cui il greenwashing dei fornitori italiani è più aggressivo. La sigla MWh che troverai spesso significa MegaWattora, ovvero 1.000 kWh: è l'unità di misura usata sul mercato all'ingrosso di certificati ed energia.
Indice della guida
1 Certificati verdi: cosa erano e perché sono scaduti nel 2015
I Certificati verdi (CV) sono nati nel 1999 con il Decreto Bersani (D.Lgs. 79/1999, recepimento della Direttiva europea 96/92/CE sul mercato interno dell'elettricità). L'idea era semplice: imporre ai produttori di energia da fonti fossili come gas e carbone l'obbligo di immettere in rete una quota minima di elettricità rinnovabile. Chi non aveva impianti rinnovabili propri doveva comprare CV dai produttori di rinnovabili per coprire l'obbligo. Il CV era quindi un titolo che il GSE (Gestore Servizi Energetici) emetteva a chi produceva da fonti rinnovabili, valeva 1 CV ogni 50 MWh prodotti e veniva scambiato sul mercato apposito gestito dal Gestore dei Mercati Energetici.
Il meccanismo è stato per quindici anni la principale leva di sostegno alle rinnovabili italiane. Eolico, idroelettrico, biomasse e geotermico hanno trovato un incentivo concreto vendendo CV ai produttori convenzionali. Quando però la potenza rinnovabile installata in Italia è cresciuta rapidamente e i prezzi dei pannelli fotovoltaici sono crollati, il sistema CV è diventato troppo complesso da gestire. Nel 2012 il Decreto Ministeriale 6 luglio 2012 ha decretato il superamento progressivo dei CV con sostituzione con le Tariffe Onnicomprensive e il Conto Energia per il fotovoltaico.
Tappe della transizione CV → incentivi GSE diretti
- 2012: il D.M. 6 luglio decide la chiusura graduale del meccanismo CV per i nuovi impianti
- 2013-2015: periodo transitorio in cui CV ancora attivi convivono con i nuovi incentivi diretti
- 1° gennaio 2016: niente più CV emessi per nuova produzione. Gli impianti esistenti completano la loro vita utile di incentivo (15-20 anni)
- Oggi 2026: i CV sono di fatto scomparsi. Restano riferimenti residui per impianti molto vecchi che chiudono il loro ciclo incentivante
Attenzione alla disinformazione online: molti articoli e siti italiani parlano ancora dei Certificati verdi come se fossero attivi. Sono testi datati o riprodotti senza aggiornamento. Se leggi un'offerta luce che promette "energia certificata con Certificati verdi", segnalalo al fornitore o cambialo: l'informazione è sbagliata.
Perché allora il termine "Certificati verdi" è ancora cercato online quanto la sigla GO? Per inerzia linguistica e disinformazione. Negli anni 2000 i CV erano l'unico meccanismo di certificazione delle rinnovabili in Italia: chiunque pensasse a "energia verde" pensava a "Certificati verdi". Quel modo di dire è entrato nel linguaggio comune e fatica a uscirne, anche perché molti vecchi articoli online continuano a usarlo. Risultato: chi cerca informazioni aggiornate spesso atterra su contenuti che parlano di uno strumento che non esiste più.
2 Garanzia di Origine: il sistema attuale per certificare l'elettricità rinnovabile
La Garanzia di Origine (GO) è un certificato elettronico introdotto a livello europeo dalla Direttiva 2009/28/CE e recepito in Italia dal D.Lgs. 28/2011. Funziona così: ogni volta che un impianto qualificato produce 1 MWh (1.000 kWh) di elettricità da fonte rinnovabile, il GSE emette automaticamente una GO che identifica univocamente quella produzione. Sulla GO sono indicati la fonte (idroelettrica, eolica, fotovoltaica, geotermica, biomasse), la data, l'impianto di provenienza, la potenza nominale e l'eventuale incentivo ricevuto.
La GO è un certificato negoziabile: il produttore può venderla a chi vuole, di solito a un fornitore di elettricità che la userà per "vestire verde" l'energia che vende ai clienti finali. La GO ha una validità di 12 mesi dalla data di emissione: superato quel termine, scade e non vale più nulla. Quando un fornitore usa una GO per certificare la rinnovabilità della propria fornitura, la GO viene annullata dal GSE: questo evita doppi conteggi e garantisce che lo stesso MWh rinnovabile non venga venduto due volte.
Differenze sostanziali tra CV e GO
| Caratteristica | Certificati verdi (CV) | Garanzia di Origine (GO) |
|---|---|---|
| Status | Scaduti nel 2015-2016 | Attivi nel 2026 |
| Origine normativa | D.Lgs. 79/1999 (Decreto Bersani) | Direttiva UE 2009/28/CE, D.Lgs. 28/2011 |
| Scopo principale | Incentivare la produzione rinnovabile (era un finanziamento) | Tracciare l'origine rinnovabile (è solo un'etichetta) |
| Chi era obbligato a comprarli | Produttori da fonti fossili | Nessuno: lo scambio è volontario |
| Unità di misura | 1 CV = 50 MWh (poi 1 MWh) | 1 GO = 1 MWh |
| Validità | Variabile (anno di emissione + 3) | 12 mesi dalla data di emissione |
| Validità geografica | Solo Italia | Tutta l'area dell'AIB europeo (29 Paesi) |
| Ente di gestione | GSE (per emissione) + GME (per il mercato) | GSE (per Italia), AIB (per scambio europeo) |
La differenza sostanziale è questa: i CV erano un meccanismo di finanziamento delle rinnovabili (i produttori convenzionali pagavano i produttori rinnovabili); le GO sono un meccanismo di tracciabilità (servono a etichettare l'energia, non a finanziare nuovi impianti). Le GO valgono pochissimo sul mercato proprio perché sono solo un'etichetta. Una GO italiana costa in media 5-15 € a MWh, una norvegese 1-2 € a MWh. Un MWh corrisponde al consumo annuo medio di un piccolo monolocale (circa 1.000 kWh): immagina che la GO che certifica quel MWh come rinnovabile valga meno di un caffè.
3 Come funziona davvero un'offerta luce verde dei fornitori italiani
Partiamo da un punto che spiazza spesso il consumatore: l'elettricità che arriva fisicamente nelle prese di casa tua è sempre la stessa, indipendentemente dalla tariffa che hai sottoscritto. Viene dalla rete nazionale gestita da Terna, che è un grande "calderone" elettrico che mescola la produzione di gas, carbone, fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse, geotermico, oltre alle importazioni dall'estero. Gli elettroni di una rete non hanno colore: sono identici per chiunque, sia che paghi una tariffa "verde" sia che paghi una tradizionale.
Cosa cambia allora quando scegli un'offerta 100% rinnovabile? Cambia il bilancio contabile del tuo fornitore. Il fornitore si impegna a comprare e annullare GO per ogni kWh che ti fattura. Se consumi 2.700 kWh in un anno (consumo medio di una famiglia italiana secondo dati ARERA), il fornitore deve garantire che siano state annullate GO per 2,7 MWh dal suo bilancio. Tecnicamente è un'operazione corretta e regolata dal GSE: il fornitore sostiene la produzione rinnovabile per la quota equivalente al tuo consumo.
Il processo in 4 passaggi è questo:
- Un impianto rinnovabile italiano o estero produce 1 MWh ed entra nel registro GSE (o nel registro dell'agenzia equivalente nel suo Paese)
- Il GSE/agenzia emette 1 GO che resta nel conto del produttore o viene venduta tramite il mercato all'ingrosso
- Il fornitore di luce italiano compra GO a copertura del proprio portafoglio clienti con offerte verdi
- A fine anno il GSE pubblica la Dichiarazione di Mix Energetico con dettaglio per ogni fornitore e ogni cliente verifica nella propria bolletta la quota rinnovabile certificata
Dove trovo le GO sulla mia bolletta? Nella sezione "Composizione del mix energetico" o "Origine fonti utilizzate", obbligatoria per legge dal 2020. Indica le percentuali di rinnovabili, combustibili fossili e altre fonti del tuo fornitore. Per saperne di più sulla lettura della bolletta puoi leggere la guida completa a come leggere la bolletta della luce.
Il lato grigio: dove la GO diventa marketing
Il sistema funziona, ma ha tre criticità che alimentano il dibattito sul greenwashing. La prima è la provenienza: niente impone al fornitore italiano di comprare GO da impianti italiani. La Norvegia ha una produzione idroelettrica enorme e abbondante, le sue GO costano pochi centesimi a MWh e vengono comprate massicciamente dai fornitori italiani per "vestire verde" l'energia che vendono. Risultato: stai pagando una tariffa verde, ma stai indirettamente sostenendo un impianto idroelettrico norvegese degli anni '70, non un nuovo parco eolico italiano.
La seconda è il prezzo basso delle GO: dato che le GO importate dalla Norvegia costano 1-2 € a MWh, il sovrapprezzo applicato dal fornitore sulla tariffa verde può sembrare alto rispetto al costo reale del certificato. Se paghi 5 € al mese in più rispetto alla versione tradizionale dello stesso fornitore e il fornitore spende 0,30 € al mese per comprare le GO che ti corrispondono, la differenza è puro margine commerciale, non finanziamento alle rinnovabili.
La terza è la disconnessione temporale e geografica: una GO può essere emessa a gennaio per una produzione eolica spagnola e annullata a dicembre per un consumo italiano. Tecnicamente è corretto, ma non si può dire che "la tua luce ha alimentato un mulino spagnolo" perché tra produzione e consumo passano mesi e migliaia di chilometri di rete elettrica europea.
4 Le offerte verdi dei principali fornitori italiani nel 2026
Tutti i grandi fornitori italiani hanno almeno una linea di offerte 100% rinnovabili. La tabella qui sotto raccoglie le proposte commerciali principali aggiornate al 2026: tutte si basano sull'acquisto e annullamento di GO da parte del fornitore. Le condizioni economiche specifiche cambiano spesso, quindi prima di sottoscrivere è sempre meglio verificare sul portale di confronto ARERA o sul sito del fornitore i dettagli aggiornati.
| Fornitore | Offerta verde tipica | Caratteristica chiave |
|---|---|---|
| Enel Energia | E-Light Green / Sicuro WEB Luce Green | 100% rinnovabile da fonti certificate GO. Spesso senza sovrapprezzo rispetto alla versione standard. |
| Eni Plenitude | PLENERG e linee Green Power | Offerta verde inclusa di default in molte tariffe. Provenienza GO dichiarata sul sito. |
| Iren | Iren Green / Iren Reverso Green | 100% rinnovabile con focus su impianti idroelettrici dell'arco alpino, parte gestiti dal gruppo Iren stesso. |
| A2A | A2A Eco | Offerte 100% rinnovabili spesso indicizzate al PUN con sconto fedeltà. Comunicazione trasparente sulla provenienza. |
| Acea Energia | Acea Verde / Acea Smart | Sovrapprezzo contenuto. Buona presenza nel Centro Italia (Roma e Lazio). |
| Edison | Edison World Luce / Edison Light Plus Green | Linea Green disponibile sia a prezzo fisso sia indicizzato. Comunicazione marketing molto sviluppata. |
| Sorgenia | Next Energy 24 / Energia 100% rinnovabile | Storicamente focalizzata su offerte green online. Dichiarazione di mix energetico pubblica. |
| Hera Comm | Hera Solare e linee rinnovabili | Offerte 100% rinnovabili da impianti del gruppo Hera, focus Emilia-Romagna e Triveneto. |
Per confrontare le tariffe tra fornitori la fonte ufficiale è il portale ARERA con il comparatore "Offerte luce e gas". Per capire le differenze strutturali tra mercato libero e mercato a tutele graduali, puoi leggere la guida al mercato libero vs maggior tutela aggiornata al 2026.
5 Quanto costa di più una luce verde rispetto a una tradizionale
Esiste una percezione molto diffusa: "l'energia verde costa di più". È vero solo in parte e dipende fortemente dal fornitore scelto. La realtà è più sfumata e merita una verifica con dati concreti.
Il costo di una GO sul mercato all'ingrosso europeo nel 2026 oscilla tra 0,30 € e 2 € a MWh per le GO da impianti idroelettrici nordici (i più economici) e tra 5 € e 15 € a MWh per GO italiane da nuovi impianti eolici o solari. Su una famiglia con consumo medio di 2.700 kWh all'anno (2,7 MWh), il costo reale delle GO oscilla tra 0,80 € e 40 € all'anno, ovvero meno di 4 € al mese nello scenario peggiore.
Tradotto in pratica:
- Grandi fornitori (Enel, Eni Plenitude, A2A, Iren, Sorgenia): l'offerta verde è spesso a costo zero o quasi zero rispetto alla versione tradizionale dello stesso fornitore. Il fornitore assorbe il costo delle GO importate dalla Norvegia (qualche centesimo per cliente) come investimento di marketing.
- Fornitori minori o offerte premium: possono applicare un sovrapprezzo di 1-5 € al mese, ovvero 12-60 € all'anno. Spesso si parla di linee "ultra green" con GO da impianti italiani certificati o con certificazioni terze (es. EKOenergy).
- Offerte ingannevoli: alcuni fornitori applicano un sovrapprezzo di 5-10 € al mese senza giustificazione tecnica. Quel margine è puro marketing perché il costo reale delle GO è molto inferiore.
La logica del prezzo del kWh per la componente energia segue il PUN (Prezzo Unico Nazionale), che nel 2026 oscilla tra 10 e 16 cent al kWh a seconda dei trimestri. Le offerte verdi possono essere a prezzo fisso o indicizzato esattamente come le tradizionali. Per approfondire l'andamento dei prezzi nel 2026, c'è la guida all'andamento delle bollette 2026 trimestre per trimestre.
Consiglio operativo: prima di sottoscrivere un'offerta verde, calcola il delta di costo annuo rispetto alla versione standard dello stesso fornitore. Se il sovrapprezzo annuale supera i 60 €, valuta se sia davvero giustificato dalla qualità delle GO usate (italiana vs estera, eventuale certificazione EKOenergy o equivalenti).
6 Greenwashing: 5 segnali che l'offerta non è davvero verde
Il termine greenwashing (letteralmente "lavaggio verde") indica la pratica di comunicare un'offerta come ecologica quando in realtà l'impegno ambientale del fornitore è limitato o assente. Nel settore energia italiano è una pratica più diffusa di quanto si pensi, anche perché ARERA non impone obblighi di trasparenza stringenti sulla qualità delle GO usate. Ecco i 5 segnali da cui riconoscerla.
1. Nessuna informazione sulla provenienza delle GO
Il sito o il materiale informativo del fornitore parla di "100% rinnovabile" ma non specifica da dove provengono le GO usate. Provenienza italiana, scandinava o spagnola fa una differenza enorme per l'impatto ambientale reale. Se il fornitore evita di rispondere o usa formulazioni vaghe come "fonti rinnovabili certificate europee", è probabile che stia importando GO al prezzo più basso possibile senza criteri di qualità.
2. Sovrapprezzo molto alto rispetto al costo reale delle GO
Se la versione verde costa 8-15 € al mese in più della versione standard dello stesso fornitore, c'è un'enorme distanza tra costo reale delle GO (qualche centesimo al mese per cliente) e ricavo. Quel margine non finanzia nuovi impianti rinnovabili: è puro markup commerciale.
3. Comunicazione marketing aggressiva senza dati
Slogan come "salva il pianeta con la nostra luce", "l'energia che ama la natura", "ogni kWh pianta un albero" senza un'indicazione concreta di cosa il fornitore stia effettivamente facendo. Le offerte serie pubblicano la Dichiarazione di Mix Energetico con percentuali per fonte e indicano eventuali progetti di rimboschimento o compensazione documentati.
4. Assenza di certificazioni terze
La GO è il minimo regolamentare. Le certificazioni veramente stringenti (EKOenergy in Europa, oppure standard come Naturemade Star in Svizzera) impongono requisiti aggiuntivi: GO da impianti recenti, fondo dedicato a nuovi progetti rinnovabili, sostenibilità ambientale dell'impianto fonte (es. impianti idroelettrici che rispettano i corsi d'acqua). Se l'offerta non aderisce ad alcuno standard terzo, è solo "GO base".
5. Fornitore con storico ambientale contrastante
Diversi grandi fornitori italiani producono ancora una quota rilevante di elettricità da gas o carbone. Vendere offerte verdi mentre si gestiscono centrali termoelettriche è legittimo dal punto di vista normativo (si scollega vendita da produzione), ma è onestamente discutibile. Verifica il mix produttivo del fornitore sul suo sito o sui report annuali: se più del 50% della produzione propria è da fossili, l'offerta verde è soprattutto marketing.
7 Criteri per scegliere un'offerta luce 100% rinnovabile credibile
Detto tutto questo, esistono modi per scegliere un'offerta verde che faccia un impatto reale e non solo cosmetico. Ecco i 5 criteri operativi da applicare quando confronti le offerte sul mercato.
1. Cerca GO italiane o almeno mediterranee
Una GO italiana sostiene il mercato delle rinnovabili italiane: il prezzo più alto rispetto alle GO norvegesi (5-15 € a MWh vs 1-2 €) genera ricavi reali per i produttori nazionali. Se il fornitore dichiara di usare prevalentemente GO italiane o spagnole/portoghesi (Paesi anch'essi a forte vocazione rinnovabile), è un segnale positivo.
2. Privilegia certificazioni terze come EKOenergy
EKOenergy è una rete europea di standard ambientali che impone criteri aggiuntivi rispetto alle GO base: una quota dei ricavi viene destinata a un fondo per nuovi progetti rinnovabili, gli impianti fonte devono rispettare requisiti ecologici (es. impianti idroelettrici che non compromettono i corsi d'acqua), la tracciabilità è ulteriormente rafforzata. Pochi fornitori italiani sono certificati EKOenergy: chi lo è, lo dichiara con enfasi.
3. Valuta il sovrapprezzo rispetto al costo reale
Calcola il delta tra offerta verde e standard dello stesso fornitore. Se il sovrapprezzo annuo è sotto i 30 €, è ragionevole. Se è tra 30 € e 60 €, valuta la qualità delle GO. Se supera i 60 € all'anno e il fornitore non offre certificazioni terze o GO esclusivamente italiane, il rapporto qualità/prezzo è basso.
4. Verifica il contratto e le clausole
Alcuni fornitori applicano l'etichetta verde come "extra" di un'offerta a prezzo bloccato per 12 mesi. Quando il contratto scade, l'offerta potrebbe non rinnovarsi automaticamente con le stesse condizioni. Per controllare le clausole tipo di un nuovo contratto di luce c'è la guida alle 10 clausole da verificare prima di firmare.
5. Considera l'autoproduzione come alternativa
Se l'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale, l'autoproduzione fotovoltaica è molto più efficace di una GO comprata: un impianto sul tetto o un kit balconcino produce elettricità che consumi direttamente, senza intermediari. Una comunità energetica rinnovabile permette di condividere la produzione con i vicini di palazzo o quartiere. Per chi ha un piccolo balcone esposto a sud, il fotovoltaico da balcone è un investimento di 400-800 € che si ammortizza in 3-5 anni e produce energia rinnovabile reale per la casa.
8 Garanzia di Origine anche per il gas: il caso biometano
Negli ultimi anni il sistema GO è stato esteso oltre l'elettricità. La Garanzia di Origine per il biometano certifica che il gas immesso nella rete è stato prodotto da fonti rinnovabili (digestione anaerobica di scarti agricoli, fanghi di depurazione, frazione organica dei rifiuti urbani). Il D.M. 15 settembre 2022 ha definito il quadro normativo italiano e ha attivato il registro nazionale GO biometano gestito sempre dal GSE.
Anche qui il meccanismo è identico a quello dell'elettricità: 1 GO certifica 1 MWh di biometano prodotto, il certificato è scambiabile sul mercato, il fornitore di gas naturale può comprarla per certificare la quota rinnovabile della propria fornitura. Diversi fornitori italiani (Eni Plenitude, A2A, Hera) propongono offerte gas verdi a base di biometano certificato.
Il biometano è chimicamente identico al gas naturale fossile: bruciandolo produce CO₂, anche se la quota rilasciata in atmosfera è considerata "neutra" perché compensata dall'assorbimento delle biomasse di origine. La rete gas non distingue il biometano dal gas fossile: come per l'elettricità verde, è la contabilità delle GO che etichetta il consumo come rinnovabile, non gli atomi che bruciano nella tua caldaia.
Volume del mercato in crescita: nel 2026 in Italia sono attivi circa 100 impianti di biometano qualificati GSE, con una produzione di poco meno di 1 miliardo di metri cubi all'anno. La quota è ancora minoritaria rispetto al consumo gas nazionale (circa 70 miliardi di metri cubi), ma cresce ogni anno grazie al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che destina fondi specifici al settore.
Glossario delle sigle che hai incontrato
- CV = Certificati verdi (meccanismo italiano 1999-2015, scaduto)
- GO = Garanzia di Origine (certificato europeo attivo dal 2009)
- GSE = Gestore Servizi Energetici (società pubblica italiana che gestisce GO e incentivi rinnovabili)
- GME = Gestore dei Mercati Energetici (gestiva il mercato dei CV)
- AIB = Association of Issuing Bodies (organismo europeo che coordina lo scambio di GO tra Paesi)
- MWh = MegaWattora, unità di misura pari a 1.000 kWh
- PUN = Prezzo Unico Nazionale dell'elettricità sul mercato all'ingrosso italiano
- ARERA = Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente
- D.Lgs. = Decreto Legislativo. D.M. = Decreto Ministeriale
- EKOenergy = standard europeo di certificazione delle GO più stringente
Conclusione
Tra Certificati verdi (scaduti dal 2015) e Garanzia di Origine (attiva oggi) ci sono dieci anni di evoluzione normativa e una differenza concettuale enorme: i CV erano un meccanismo di finanziamento delle rinnovabili, le GO sono un'etichetta che certifica l'origine. Quando un fornitore propone una luce 100% rinnovabile sta annullando GO per il tuo consumo: tecnicamente corretto, ambientalmente significativo solo se le GO provengono da impianti che stanno aggiungendo capacità rinnovabile nuova.
Scegliere con consapevolezza significa verificare la provenienza delle GO, confrontare il sovrapprezzo con il costo reale del certificato, privilegiare certificazioni terze come EKOenergy quando disponibili e considerare l'autoproduzione (fotovoltaico da balcone, comunità energetica) come opzione realmente impattante. Le offerte verdi non sono tutte uguali: c'è chi fa marketing low-cost con GO norvegesi a pochi centesimi e c'è chi investe seriamente in nuovi impianti italiani. La differenza la vedi solo se sai cosa cercare.