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Bonus ristrutturazione 2026: guida completa alle detrazioni

Le nuove regole della Legge di Bilancio 2026 hanno introdotto un doppio binario per chi intende fare lavori in casa. Scopri quale aliquota ti spetta, quali sono i nuovi massimali di spesa e perché questo potrebbe essere l'ultimo anno per approfittare di certe agevolazioni.

EC

Dario M.

16 Gennaio 2026

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Aggiornata 2026

Se stai pianificando di rinnovare il bagno, rifare l'impianto elettrico o sostituire gli infissi, il 2026 si presenta come un anno cruciale. Dopo un lungo periodo di incentivi generosi e spesso confusi, il legislatore ha deciso di mettere ordine con un sistema a "doppio binario" che premia chi abita nella propria casa.

La confusione regna sovrana tra proprietari di immobili e inquilini: "posso ancora detrarre il 50%?", "Vale anche per la seconda casa al mare?", "Qual è il limite di spesa?". In questo articolo facciamo chiarezza definitiva, basandoci rigorosamente sul testo della Legge di Bilancio 2026 e sulle ultime circolari dell'Agenzia delle Entrate.

1 Il nuovo sistema a doppio binario: 36% o 50%?

Fino al 2024 eravamo abituati a una regola semplice: il bonus ristrutturazione era al 50% per tutti, fino a 96.000 euro. Dal 1° gennaio 2025 (e confermato per tutto il 2026) le cose sono cambiate radicalmente. Il governo ha introdotto una distinzione netta basata sulla destinazione d'uso dell'immobile.

Non si tratta di una scelta arbitraria, ma di una strategia per concentrare le risorse pubbliche sugli immobili utilizzati quotidianamente dalle famiglie. Vediamo nel dettaglio come si applica:

  • Abitazione principale (prima casa) Per gli immobili adibiti ad abitazione principale, la detrazione resta confermata al 50%. Questo significa che se spendi 10.000 €, ne recuperi 5.000 € in 10 anni.
  • Seconde case e altri immobili Per le abitazioni diverse da quella principale (seconde case al mare o in montagna, case affittate, immobili a disposizione), l'aliquota scende al 36%. Su una spesa di 10.000 €, ne recuperi solo 3.600 €.

2 Cosa si intende per "abitazione principale"?

Questo è il punto dove molti commettono errori fatali. Per l'Agenzia delle Entrate, l'abitazione principale non è necessariamente quella dove "ti senti a casa", ma quella dove hai stabilito la tua residenza anagrafica e dove dimori abitualmente.

Attenzione al cambio residenza: la destinazione ad abitazione principale deve sussistere al momento dell'inizio dei lavori o deve essere stabilita entro un termine ragionevole dalla fine degli stessi. Se ristrutturi la seconda casa "promettendo" di andarci a vivere tra 5 anni, non puoi usufruire del 50% oggi.

Se sei proprietario di un immobile dato in affitto, la detrazione al 50% non spetta a te (per te è "seconda casa"), a meno che non sia l'inquilino stesso a sostenere le spese e per lui quella sia abitazione principale (caso molto raro e contrattualmente complesso).

3 Quali lavori rientrano nel bonus?

La tipologia di lavori ammessi non è cambiata rispetto agli anni scorsi, ma è fondamentale distinguere tra lavori su singole unità abitative e lavori condomini.

Manutenzione ordinaria vs straordinaria

Spesso si pensa che "imbiancare casa" sia detraibile. Errore grave. La tinteggiatura interna, la sostituzione dei pavimenti senza rifacimento impianti o la semplice sostituzione di finiture sono considerati manutenzione ordinaria.

  • In casa privata: la manutenzione ordinaria non è MAI detraibile. Devi fare almeno una manutenzione straordinaria (es. spostare un tramezzo, rifare l'impianto idraulico, sostituire la caldaia).
  • In condominio: la manutenzione ordinaria E' detraibile (es. tinteggiatura scale, riparazione tetto, rifacimento androne), ma la detrazione spetta in base ai millesimi di proprietà.

Ecco un elenco non esaustivo degli interventi sicuramente ammessi al bonus (sia 36% che 50%):

Impianti Rifacimento impianto elettrico, idraulico o del gas per messa a norma.
Struttura Demolizione e ricostruzione pareti, apertura nuove porte interne, accorpamento stanze.
Termico Sostituzione caldaia, installazione pompe di calore, condizionatori (se a pompa di calore). Verifica anche gli incentivi dell'ecobonus 2026 per elettrodomestici.
Sicurezza Porte blindate, inferriate, allarmi, vetri antisfondamento.

4 I massimali di spesa: 96.000 € o 48.000 €?

Anche qui il doppio binario impone cifre diverse. Il "tetto" massimo su cui calcolare la percentuale di detrazione varia drasticamente.

Tipo immobile Aliquota Massimale spesa Detrazione max
Prima Casa 50% 96.000 € 48.000 €
Seconda Casa 36% 48.000 €* 17.280 €

*Il limite di 48.000 € per il 36% è quello previsto dal TUIR ordinario. Salvo disposizioni speciali.

Importante: il massimale è annuale e per unità immobiliare. Se fai lavori sia nel 2025 che nel 2026, potresti avere capienza per entrambi gli anni se i lavori sono autonomi o se il tetto si rinnova (materia complessa su cui chiedere al commercialista è d'obbligo).

5 Come ottenere il bonus: regole ferree

Per non perdere un solo euro, la procedura burocratica deve essere impeccabile. L'Agenzia delle Entrate non perdona errori formali.

Il bonifico parlante

Non puoi pagare con assegno, contanti o carta di credito ordinaria. Devi usare esclusivamente il bonifico parlante per ristrutturazione edilizia (articolo 16-bis del Dpr 917/86). Quasi tutte le app bancarie hanno una funzione specifica.

Il bonifico deve contenere obbligatoriamente:

  • Causale del versamento con riferimento alla norma (es. "Bonifico per detrazioni previste dall'art. 16-bis DPR 917/1986").
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (tu).
  • Codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento (ditta o professionista).

La Pratica ENEA

Se i lavori comportano un risparmio energetico (es. sostituzione infissi, caldaia, installazione condizionatori), è obbligatorio inviare la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Anche se si tratta di Bonus Casa e non di Ecobonus, la comunicazione va fatta. Per le spese detraibili considera anche il Conto Termico 3.0 come alternativa con rimborso diretto. La mancata comunicazione per il Bonus Casa non fa decadere il beneficio (a differenza dell'Ecobonus), ma è un obbligo di legge previsto e sanzionabile.

Tempistiche di rimborso: la detrazione non arriva subito. Viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Se hai diritto a 5.000 € di detrazione totale, riceverai 500 € in meno di tasse da pagare ogni anno per 10 anni, a partire dalla dichiarazione dei redditi dell'anno successivo a quello della spesa.

6 Cosa succede dal 2027?

Guardare al futuro è essenziale per pianificare investimenti importanti. Le notizie per il prossimo anno non sono rosee. Salvo nuove proroghe (che in Italia non si possono mai escludere, ma su cui non si può fare affidamento), dal 1° gennaio 2027 è previsto un ulteriore taglio drastico.

L'aliquota base per tutti dovrebbe scendere al 30% (o tornare al 36% strutturale ma con limiti più stringenti). L'epoca del "50% per tutti" è definitivamente tramontata. Per chi ha ancora lavori in corso, vale la pena verificare anche cosa resta del Superbonus nel 2026. Se hai lavori in sospeso o progetti nel cassetto, il 2026 è senza dubbio l'anno migliore per realizzarli, specialmente se intervieni sulla tua prima casa.

Conclusioni

Il bonus ristrutturazione 2026 premia chi investe nella propria abitazione principale e punisce leggermente chi possiede seconde case. Nonostante la riduzione per queste ultime, il 36% rimane comunque un aiuto valido, soprattutto se confrontato con il costo pieno dei lavori.

Ricorda sempre di conservare tutte le fatture, le ricevute dei bonifici e le abilitazioni amministrative (CILA, SCIA) da esibire in caso di controlli. Scopri anche come inserire le spese nella dichiarazione precompilata per le detrazioni energetiche. Buon lavoro!

7 Bonifico parlante ristrutturazione: come compilarlo

Il bonifico parlante è l'unico metodo di pagamento ammesso per accedere al bonus ristrutturazione. A differenza di un bonifico ordinario, deve contenere informazioni specifiche che la banca usa per applicare la ritenuta d'acconto all'impresa.

Dati obbligatori nel bonifico parlante

  • Causale: "Bonifico per detrazioni previste dall'art. 16-bis del DPR 917/1986" (le banche hanno moduli precompilati)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Partita IVA o codice fiscale della ditta che esegue i lavori
  • Numero e data della fattura (consigliato anche se non sempre obbligatorio)

La maggior parte delle banche online (Intesa, Unicredit, BancoPosta) ha una sezione dedicata "Bonifico per ristrutturazione" che precompila la causale. Se usi il bonifico cartaceo in filiale, assicurati che l'impiegato selezioni il modulo corretto.

8 Bonus ristrutturazione bagno, tetto e infissi

Tre degli interventi più cercati e più comuni. Ecco cosa rientra e cosa no:

Bonus ristrutturazione bagno

Il rifacimento completo del bagno rientra nel bonus come manutenzione straordinaria, a condizione che preveda lo spostamento o la modifica degli impianti idraulici. La semplice sostituzione dei sanitari o delle piastrelle senza toccare gli impianti non e' sufficiente. Serve la CILA.

Bonus ristrutturazione tetto

Il rifacimento del tetto e' sempre manutenzione straordinaria e rientra nel bonus. Include impermeabilizzazione, sostituzione tegole, isolamento termico del sottotetto e installazione di linee vita. Se abbini pannelli fotovoltaici puoi accedere anche all'Ecobonus.

Bonus ristrutturazione infissi

La sostituzione degli infissi rientra sia nel bonus ristrutturazione (50%/36%) che nell'Ecobonus (50% con requisiti di trasmittanza). Per approfondire, leggi la guida sulle finestre in legno: prezzi e isolamento.

Domande Frequenti

Qual è la percentuale di detrazione del bonus ristrutturazione nel 2026?
Nel 2026 la detrazione per ristrutturazione edilizia è al 50% per la prima casa (fino a 96.000 euro di spesa) e al 36% per le altre abitazioni, secondo la Legge di Bilancio 2025 che ha prorogato e rimodulato le aliquote.
Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazione 2026?
Rientrano manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Sono inclusi anche interventi di efficientamento energetico, sostituzione infissi, rifacimento bagni, impianti elettrici e idraulici.
Come si paga per avere diritto alla detrazione?
Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante (bancario o postale) con causale specifica, codice fiscale del beneficiario e partita IVA della ditta. Pagamenti in contanti, assegni o bonifici ordinari non sono ammessi.
In quante rate annuali si recupera il bonus ristrutturazione?
La detrazione si recupera in 10 rate annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), a partire dall'anno in cui sono state sostenute le spese.
Come si compila il bonifico parlante per ristrutturazione?
Il bonifico parlante deve contenere: la causale con riferimento alla norma (art. 16-bis DPR 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA o il codice fiscale della ditta che esegue i lavori. Le banche hanno moduli precompilati specifici per i bonus edilizi.
Il bonus ristrutturazione vale anche per il bagno?
Sì, il rifacimento completo del bagno rientra nel bonus come manutenzione straordinaria, a condizione che includa lo spostamento o la modifica degli impianti idraulici. La semplice sostituzione dei sanitari senza toccare gli impianti non è sufficiente.
Serve la CILA per il bonus ristrutturazione?
Dipende dal tipo di lavoro. La CILA serve per la manutenzione straordinaria. Per interventi più importanti serve la SCIA. Per l'edilizia libera (tinteggiatura, sostituzione pavimenti) non serve alcun titolo, ma questi lavori da soli non danno accesso al bonus.

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